Come l’albero e le stagioni

Ed eccoci in pieno autunno, un tempo per qualcuno piuttosto difficile, poco amato e un po’ antipatico.
Un tempo che induce a ritirarsi, a chiudersi, a portarsi dentro; esattamente come fa la Natura. In effetti, a ben guardare, l’essere umano apparterebbe alla Natura nella sua origine, a dispetto del suo considerarsi macchina circondato da macchine (e, beffardamente, riesce persino a trattare la Natura come una macchina a sua disposizione).

In verità, se solo avessimo l’umiltà e gli occhi giusti per poter osservare i comportamenti della Natura, potremmo imparare molto sulla nostra natura.
Sarebbe davvero opportuno ricordare il nostro ruolo di figli rispetto a questa Grande Madre che ci ha partoriti tutti.

Hai mai osservato la dolcezza con cui l’albero cambia colore alle sue foglie prima di lasciarle andare?
Hai osservato la nobiltà con cui abbandona la presa su quelle foglie, quando giunge il tempo di cederle alla terra?
Se saprai Vedere e Sentire, potrai renderti conto che non c’è dolore o dispiacere per il fatto che deve spogliarsi di ciò che ha, restando nudo al cospetto dell’inverno.
Forse perchè l’albero SA che tutto questo fa parte del processo naturale a cui appartiene.
Nessuna foglia è persa, in realtà, è solo affidata al cambiamento che Natura chiede.

foglie cielo autunno 1
Ci saranno mesi di freddo, durante i quali l’albero resterà esposto alle intemperie, affrontando con onore tutto ciò che Natura gli proporrà, ma nella profondità della calda terra saprà custodire i semi della prossima primavera.
E come un miracolo che puntualmente si rinnova, senza orologio e senza calendario, ci sarà un momento in cui quei semi torneranno a riempirsi di vita e una nuova esplosione di odori e colori tornerà a vestire l’albero, che col suo immutabile rispetto si renderà disponibile ad esprimere la volontà della Natura.

C’è un termine che usiamo nello Yoga, di cui questo processo è magistrale manifestazione: Spanda.
Spanda è l’energia vibrante che caratterizza la Vita, è Pulsazione Vitale.
Pulsazione, e quindi un continuo alternarsi di espansione e contrazione.
Come il battito del nostro cuore che ci tiene in vita: espansione e contrazione, espansione e contrazione…
Se si dovesse fermare la pulsazione in una delle due fasi, sarebbe la fine del processo che noi chiamiamo vita.

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Questa altalena di espansione e contrazione, pertanto, appartiene alla Vita ed è indispensabile alla vita.
La si ritrova in tutte le discipline e filosofie del mondo occidentale e orientale; è la necessaria interazione e integrazione degli opposti, lo Yin e Yang del Taoismo.

 

 

 

 

Torniamo dunque al nostro albero, grande Maestro di Vita.

 

 

Secondo te, cosa fa dire all’albero: “Ok, ora è autunno, lascio cadere le foglie”?
E, tra sei mesi circa: “Bene, ora è primavera, mi ricopro di nuove tenere foglioline”?
Chi programma l’albero, che, ricordiamocelo, è ben lontano dal concetto di primavera, autunno, giorno, notte e tutto ciò che concerne quella bizzarra invenzione dell’uomo chiamata “tempo”?

Il fatto è che Madre Natura è sconvolgentemente intelligente!!

Esiste una specie di Super Intelligenza che pare SAPERE davvero TUTTO, un tutto assolutamente non contenibile nella scatola cranica umana. Non possiamo avvicinarci in alcun modo, concettualmente parlando, a ciò che può essere questo Sapere.
La necessità di doverlo tradurre in parole è quasi imbarazzante…

Può aiutarci pensare ad una Coscienza Universale, che tutto include e nulla esclude.
E’ la stessa materia di cui è costituita l’albero, l’essere umano e tutto il resto.

Il fatto è che l’albero lo SA, mentre l’essere umano, nella maggior parte dei casi, l’ha dimenticato.

Il grande inganno

Che cosa impedisce all’essere umano di lasciare andare le proprie foglie, quando si presentano gli autunni della sua esistenza?
Perchè mai l’umanoide anela ad eterne primavere con nuovi frutti e fiori ed è così mal disposto a spogliarsi di ciò che Natura gli chiede quando è tempo di inchinarsi ad essa?
Cosa gli impedisce di stare nel cambiamento, quando questo lo porta in una direzione diversa da quella che lui, nella sua piccola scatola cranica, vorrebbe per sè?
Da cosa deriva questa sfiancante resistenza al flusso naturale della Vita?
Perchè, ciò che accade, è che nel perseguire la sua folle idea che la vita sarebbe più bella se tutto fosse sempre nella fase di espansione, il nostro piccolo essere umano si riduce a uno straccio per la fatica di opporsi alle Leggi Naturali che invece reggono sul principio di espansione-contrazione. Senza peraltro rendersi conto che la sua ammalata idea di permanente espansione come condizione di raggiungimento della felicità, non è altro che un bieco pretesto per sottrarsi alla possibilità di essere realizzato semplicemente onorando il momento presente, come fa l’albero e tutta la Natura.
In buona sostanza, cosa impedisce all’essere umano di essere un po’ più albero nelle braccia delle Vita e godere della bellezza di essere nient’altro che Natura?
C’è qualcosa che non consente all’uomo di fidarsi e affidarsi a quella Coscienza Universale, di cui lui stesso è costituito.

La voce nella sua testa è il grande inganno
uomo schiavo mente

Quella voce incessante che ha sempre qualcosa da dire, che crede di sapere cosa sia giusto e sbagliato, che giudica, valuta, classifica, confronta, definisce, accetta o scarta, decide cosa sì e cosa no, stabilisce delle presunte regole da rispettare, rincorre il piacere ritenendo che quello sia “bene” ed elude il dispiacere considerandolo “male”, ha la presunzione di sapere…

Ma che sapere potrà mai essere quello contenuto in una scatola cranica umana??

Eppure, l’homo pensantis ha fatto della sua voce interiore, il disco (spesso rotto) collocato nella sua mente, la sua divinità. Fino a credere di essere quella voce, ossia che quella voce sia l’espressione di se stesso.
In realtà non è altro che il prodotto della sua attività mentale, esattamente come la bile è il prodotto dell’attività del suo fegato, ma con la bile ancora nessuno (forse) si è identificato.

Così accade che per credere alla propria mente, a colui che l’essere umano crede di essere, viene sacrificato Ciò che realmente egli è: Natura.
E finisce con l’affidarsi alla sua voce interiore che vorrebbe questo e quell’altro per raggiungere la presunta felicità, ovviamente irrealizzabile poichè la felicità non può risiedere nella mente, invece di affidarsi alla Coscienza Universale che ne saprebbe molto, ma MOLTO più di lui, della sua vita e della felicità.
Se solo gli fosse possibile disinnescare la spina della dipendenza dai suoi pensieri, al nostro piccolo umano tornerebbe forse la facoltà di ricontattare la sua origine, la sua natura di Natura e potrebbe, come l’albero, ricominciare a fluire nel rispetto delle Leggi Universali, viaggiano CON la Vita e non CONTRO di Essa.

La buona notizia, infatti, è che in realtà la felicità non ha nulla a che vedere col fatto che accada esattamente ciò che tu (la tua mente) vorresti per te. Questo racconto fa parte delle storie a cui finisci per credere, ma ti sarai già accorto che quand’anche ciò avvenisse, potrebbe procurarti solo temporanei momenti di euforia destinati a rientrare e quindi ritrovarti a procrastinare nuovamente l’appuntamento con la felicità.
Felicità è accogliere incondizionatamente il momento presente, qualunque cosa esso ti chieda, sentire che puoi Esserci totalmente a braccia aperte e cuore pieno, interrompere ogni forma di resistenza, abbandonando etichette e definizioni, poiché il presente non è né bello né brutto. E’. E basta.
Esattamente come l’albero, E’, nella sua essenza, col sole e con la pioggia, col caldo e col freddo, con le foglie o senza, onorando la Vita per come può, a seconda delle condizioni presenti, con incondizionato rispetto verso la Grande Madre.

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Mi piace pensare che in una società più evoluta di quella odierna, gli esseri umani potranno essere un po’ più alberi e un po’ meno dischi rotti borbottanti in una scatola cranica.
Che ci si possa ritrovare a danzare tra le foglie a terra in autunno; nudi al freddo invernale, senza vergogna e forti della consapevolezza che una nuova primavera arriverà e quindi godere della festa di rinascita fino a scoppiare di Vita nell’espansione estiva.
E poi nuovi autunni e inverni si presenteranno, poichè questa è la Legge di Vita, e ci sarà dolcezza e onore ad inchinarsi ad Essa, accorgendosi che non ci sarà più dolore, perchè nulla sarà più perduto, ma solo cambiato e trasformato in qualcos’altro.

 

 

Roberta Pagliani