La cura ai tempi del coronavirus

Non ho alcuna difficoltà a vivere in eremitaggio per giorni e settimane, ma una cosa che riesce a farmi sentire terribilmente “sola”, è il trovarmi faccia a faccia con le questioni tecnologiche e tutti i loro (per me) incomprensibili, inestricabili e inafferrabili processi.

Negli ultimi giorni ho ricevuto molte richieste da parte di coloro coi quali stiamo camminando insieme per le vie dello Yoga, di provare ad essere presente in modo virtuale per colmare questa lunga assenza e mancanza di contatto fisico.
Così, ho dovuto vincere la mia riluttanza nei confronti del tremendissimo e utilissimo mondo della telematica e buttarmici, come si fa quando ci si tuffa in mare nell’acqua fredda (altra cosa che evito di fare).
Ed eccomi, da giorni, totalmente immersa in questo mondo, con tanti amorevoli tutors, aiutanti, sostenitori, suggeritori, che mi stanno dedicando tempo ed attenzione tra telefonate, messaggi, prove, simulazioni.
“Prova così”; “potrebbe essere questo o quello”; “ora provo io e ti dico”… E poi parole d’incoraggiamento e virtuali pacche sulla spalla. E sorrisi, quelli che non vedi ma li puoi sentire. E tanta voglia di esserci, hai presente quei “Se hai bisogno, io ci sono” che sanno di vero? Non quelli di plastica, di circostanza, detti per arieggiare il cavo orale, come tanti se ne trovano in giro… No, sto parlando di quelli sinceri (merce rara!).

E insomma, caro coronavirus, ci stai creando un sacco di casini e disagi (che poi non è nemmeno colpa tua, poraccio, tu fai solo il virus, sei nato -o ti hanno creato- proprio per questo!), ma ti va riconosciuto il merito che in questo tempo di inevitabile catarsi collettiva e individuale, ciò che è vero spinge con forza e ciò che è falso viene incenerito in men che non si dica.

Chissà che l’uscita di questo tunnel ci possa vedere tutti rinnovati nella nostra verità, uniti nella distanza molto più di quanto si possa essere lontani nella vicinanza e, soprattutto, tremendamente contagiosi di attenzione e cura.
E chissà che, nel frattempo, io sia riuscita a realizzare un considerevole salto quantico nella mia evoluzione tecnologica e abbia persino iniziato a trovare la cosa interessante!

Un accorato ringraziamento a tutte le preziose presenze, non fisiche ma assolutamente tangibili, che mi stanno accompagnando in queste folli giornate.
E come dicono a Roma… Daje!!!

Roberta Pagliani