Non cercare di capirmi

Per favore, non cercare di capirmi.
Lo so che è ciò che ti hanno insegnato a fare e credi che sia cosa buona e giusta, ma no, io non ti sto chiedendo di capirmi.
Non cercare di entrare nel mio mondo, nella mia testa, nelle mie idee, nella mia vita, perchè potresti perderti come io mille e mille volte mi sono persa. Io posso abitare i miei smarrimenti, ma tu forse impazziresti ad inseguirmi. Piuttosto, se vuoi, se puoi, smetti di inseguire me, perdi te stesso e godi della tua scomparsa.

Per favore, non cercare di capirmi.
Mentre ti impegni in disperati tentativi di mettere insieme i pezzi della persona che vedi in me, la tua mente si fa rumorosa e quel rumore ti impedisce di sentirmi veramente. Forse io non sono la persona che tu credi che io sia. In verità, fammelo dire, non sono nemmeno la persona che io credevo di essere! E, aggiungo, comincio ad interessarmi sempre meno della persona che tu vorresti da me e di quella che io avrei voluto da me stessa.

Per favore, non cercare di capirmi.
Poichè nel farlo è necessario che tu parta dai tuoi schemi mentali, dalle informazioni archiviate nella tua memoria, dalle tue personali idee ed esperienze… e io potrei trovarmi altrove, in un luogo non raggiungibile dai tuoi concetti. Sicchè potresti incontrare solo le tue interpretazioni di me, proiezioni di te stesso, ma certamente non troveresti me.

Per favore, non cercare di capirmi.
Non voler dare un senso alle mie emozioni, non cercare giustificazioni alla gioia che ti perviene attraverso me e non indagare le cause del dolore che dimora in certi miei angoli. E’ fatica vana, davvero, non indaffararti a classificarmi con le tue etichette.
Ti potrò sembrare strana alle volte, lo so. Se cerchi di inquadrarmi, i contorni sfumano, gli opposti s’incontrano, le somiglianze  cambiano e nulla resta come prima, tutto è mutabile e nulla controllabile.

Non cercare di capirmi, per favore.
Se vorrai proprio capirmi, presto dovrò allontanarmi da te. Perchè non c’è gabbia più stretta della mente di qualcuno che non conosce la libertà. Anche la libertà dal bisogno di capire.
Conosci la possibilità di comprendere oltre la ragione? Con-prendere.
Puoi sentire la forza che origina dal poter prendere-con-te, quindi includere ad un livello profondo, anche ciò che la mente vorrebbe lasciar fuori per non averlo capito?

Non cercare di capirmi; se puoi comprendimi.
Tienimi con te, includimi, fai spazio in te perchè ci sia posto anche per me.

Non cercare di capirmi; se puoi rispettami.
Perchè la tua ratio non potrà intendere le mie scelte, ed è vero che 2+2 per me non fa sempre 4 (e poco m’importa di cosa faccia), ma preferisco essere viva che avere ragione.

Non cercare di capirmi; se puoi fatti silenzioso.
Incontrami in un luogo privo di parole e pareri. E lì semplicemente ascoltami. Avvicinati a ciò che spazio non ha, riposa accanto a quel  “me” che non ha forma e spogliati delle tue forme, una ad una.

Non cercare di capirmi e smetti di voler capire anche te stesso.
Che per conoscersi veramente non c’è niente da capire. C’è da sentire.
Perchè quella gioia ineffabile puoi solo sentirla, non può essere confinata in una scatola cranica. E quel dolore atavico può solo essere onorato e integrato, impossibile definirne i contorni. E quella insondabile solitudine può solo essere riconosciuta, mai guarita e molto raramente condivisa.

Non cercare di capirmi, per favore.
Avvicinati con grazia, ascolta il vento, naviga nel cielo, risplendi di stelle, fatti seme nella terra umida, germoglia di verde, divampa di fuoco ardente, fluisci come acqua corrente, risorgi nell’aurora nascente, vivi e muori indifferentemente, travalica il vincente e il perdente, divieni nient’altro che respiro vivente.

Passata la voglia di capirmi?
Allora vieni, andiamo a giocare la Vita.

Non sarà sempre divertente, ti avverto. E non ti stupire quando ti accorgerai che tra le cose più noiose in assoluto, ci saranno quelli che vogliono capirti.

Roberta Pagliani